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IL “CASO” TRAVICELLI CATTIVO ESEMPIO DELLA VECCHIA POLITICA DA ABOLIRE

Pubblicato da in Dopo le elezioni ·
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IL “CASO” TRAVICELLI
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CATTIVO ESEMPIO DELLA VECCHIA POLITICA DA ABOLIRE
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Passate le elezioni e fatta la giunta di Assisi, con\ntranquillità ma con molta chiarezza, vorrei tornare sulla nomina ad assessore\ndi Claudia Travicelli che, se pur ha suscitato scandalo, rischia di passare nel\ndimenticatoio ed è invece una questione fondamentale per chi persegue il\nrinnovamento politico (tanto più se parla di progetto civico), il rispetto\ndella volontà dei cittadini-elettori e l'etica che, nella città di Francesco,\ndirei che non è fuori luogo.
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Quella nomina è vergognosa, fatta con un accordo\nsottobanco, perché è contro la politica con la P maiuscola mentre è proprio identica\nalla vecchia politica, quella che tutti noi indistintamente diciamo di voler\neliminare, come nel Parlamento Italiano dove in questa XVII legislatura ci sono\nstati 252 cambi di casacca (Luigi Compagna ben 5 volte).
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Quella scelta è la legittimazione politica e giuridica\ndel trasformismo politico malattia endemica della politica italiana e come dice\nun proverbio “Per far strada in politica tutte le scarpe\nvanno bene”.
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Non si può accettare e l'indignazione per un atto simile\nè non solo sacrosanta ma dovrebbe rimettere in discussione la scelta.
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I doppi ed i tripli salti mortali si possono fare in\nginnastica ma non in politica, anche se convenienti, perché il candidato eletto\nnon è il rappresentante solo di se stesso ma anche dei suoi votanti che si\nritrovano gabbati della loro fiducia e stravolto il loro pensiero.
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Si può cambiare idea, partito e schieramento ma con i\ntempi lunghi dei processi culturali e non della rapidità dell'acquisto di un\nnuovo prodotto al supermercato.
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La Travicelli è stata eletta con una lista e doveva\ncoerentemente difendere in consiglio comunale le idee ed i votanti di quella\nlista.
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Invece la voglia di poltrona che l'aveva già fatta\npassare da aspirante candidato sindaco dell'intero centrosinistra all'appoggio\npieno al sindaco Ricci, prima, e Lunghi, dopo, gli ha fatto superare ogni\nlimite politico e decenza umana da elemosinare (ma non è sostenitrice della\ndelibera che lo vieta nei luoghi di culto/potere ?) un passaggio ancora alla\ncorte della sindaca Proietti che è stata la più fiera oppositrice, durante la\ncampagna elettorale, dell'ex sindaco e candidato sindaco della Travicelli.
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Così da commessa è diventata anche lei una professionista\ndella politica, anche senza averne le qualità, tanto da prendere l'aspettativa\ndal lavoro precedente. Complimenti!
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Forse la campagna elettorale, poco francescana e poco\nattenta alle povertà attuali, gli era costata troppo (vela, programma,\nfacsimile, santini, manifesti a colori prima e dopo, ecc..) scoprendo che il\nrapporto costi-benefici era assolutamente sproporzionato per un semplice\nconsigliere comunale che ha solo i gettoni di presenza.
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Il problema però non è lei ma chi gli ha permesso di fare\nquesto e scempio del rispetto dell'elettorato e della politica, quella vera e\nnon quella declamata e recitata.
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Ma non era stato sbandierato ai quattro venti che nelle\nliste del sindaco vincente c'erano le migliori energie e professionalità della\ncittà?. Come mai allora si è scelto, come assessori, chi era nelle liste\navversarie o fuori dalle liste e dalla città?.
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Nulla di personale, è solo un'idea della politica per la\nquale da sempre ci battiamo, senza rinunciarci per il futuro, e che tutti i\ncittadini dicono di volere.



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