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PROGRAMMA

LISTA @ SINISTRA
Candidato Sindaco LUIGINO CIOTTI

ELEZIONI COMUNALI ASSISI 2016
PROGRAMMA

DEMOCRAZIA, PARTECIPAZIONE E LEGALITÀ
La partecipazione intesa come contributo dei cittadini al governo del territorio è oggi fondamentale e deve essere perseguita attraverso:
- il bilancio partecipato, adottato da altre realtà, che permette ai cittadini di partecipare attivamente allo sviluppo e all’elaborazione della politica municipale. Gli spazi di manovra nel decidere come spendere le risorse di bilancio - fortemente diminuite per i tagli ai trasferimenti e il patto di stabilità - sono strettissimi e dunque l’intera collettività di Assisi deve essere coinvolta nelle scelte;
- la responsabilizzazione e valorizzazione della macchina comunale, che deve sentirsi parte di un progetto comune al servizio totale dei cittadini (perché i modi d’approccio e l’impegno fanno la differenza e danno risultati);
- l’organizzazione, con regolare frequenza, di assemblee nelle frazioni;
- la diretta streaming dei consigli comunali;
- la totale disponibilità degli amministratori all’ascolto.
Ma altrettanto fondamentale è la totale trasparenza dell’amministrazione, che deve essere ottenuta attraverso la pubblicazione online dei documenti, delle informazioni e dei dati concernenti la propria attività istituzionale e la messa a disposizione per chiunque ne faccia richiesta, a qualunque titolo.
L’impegno a praticare e diffondere la buona politica e il rispetto della legalità devono diventare valori imprescindibili per l’amministrazione del Comune, che va difeso dalla corruzione e dalle infiltrazioni mafiose.

TURISMO E CULTURA
Vista l’immagine che Assisi riveste nel mondo, riteniamo che la città debba rispondere alle aspettative, offrendo proposte culturali di respiro internazionale, non episodiche ma programmate, coinvolgendo tutti coloro che operano nel settore turistico e culturale.
Proponiamo:
1) creazione di una Consulta permanente sul turismo, coordinata dal Comune, formata da tutti coloro che di fatto già se ne occupano in modo non coordinato - albergatori, ristoratori, strutture extra alberghiere, guide turistiche, proloco, associazioni varie, il mondo religioso - per programmare tutte le attività culturali volte ad allungare la permanenza dei turisti nella città, con proposte che la sdoganino da una forma di turismo “mordi e fuggi” e invitino i visitatori a ritornarvi. La Consulta potrà svolgere anche un ruolo di un monitoraggio e controllo di qualità di tutti i servizi;
2) utilizzo della formula dei bandi pubblici per gli eventi tematici (in “pacchetti annuali”), bandi che, in modo trasparente, permettano a un mondo culturale a volte sommerso di operare portando nuova linfa e nuove proposte;
3) utilizzo di luoghi già esistenti nel centro storico (Monte Frumentario, Palazzo Bernabei, Teatro Metastasio, ecc.), ora sottoutilizzati, e allargamento delle proposte culturali alle frazioni, per spettacoli, mostre, biblioteche, eventi, il tutto coordinato dalla Consulta;
4) rendere attivi i prestigiosi gemellaggi esistenti con Santiago di Compostela e Betlemme, con la creazione di un ufficio apposito che li coinvolga in proposte culturali scambievoli;
5) essendo Assisi centro di diversi cammini di pellegrinaggio a piedi e in bicicletta già da 12 anni ed essendo questa una forma di turismo internazionale in costante aumento in tutt’Europa, che porta, di conseguenza, un turismo di ritorno importante:
- individuare una struttura di accoglienza laica specifica per questo tipo di pubblico;
- creare una rete di collaborazioni con le associazioni che si occupano di ogni singolo cammino e con il mondo internazionale dei Cammini;
- legare ai percorsi di pellegrinaggio la valorizzazione del turismo ambientalista, con una cura della sentieristica che permetta una reale fruizione del territorio;
6) creazione di collaborazioni:
- con università straniere per convegni/periodi di studio (con importante indotto non solo sul turismo) su Assisi Romana, Assisi medievale, Assisi e gli Ebrei (storia ai più sconosciuta);
- tra la parte laica e parte religiosa della città;
- con la Pro Civitate Christiana;
7) recupero dell’artigianato locale, nel centro storico e nelle frazioni (defiscalizzazione e incentivi per l’attività artigianale), con la creazione di percorsi per la loro riscoperta/riqualificazione. Valorizzazione dell’artigianato e degli antichi mestieri anche a scopo didattico volto al mondo giovanile e “per non dimenticare”;
8) revisione generale della cartellonistica turistica e stradale per un minore impatto ambientale e per un miglior decoro della città e delle frazioni.

IL TERRITORIO E LA SUA GESTIONE
Per la città di Assisi, che è stata proclamata insieme all’intero territorio comunale nel 2000 Patrimonio dell’UNESCO, parlare di gestione della città storica, del territorio e del suo paesaggio, oltre che delle loro risorse, non è come affrontare lo stesso tema con riferimento a qualsivoglia altra città. La gestione di un territorio riconosciuto come patrimonio dell’intera umanità comporta un’immane responsabilità, per chi lo amministra e deve affrontare i problemi derivanti e conseguenti alla portata di tale riconoscimento. La responsabilità primaria è quella certamente di tutelare e salvaguardare quello che ha indotto l’UNESCO a effettuare nel 2000 il riconoscimento del sito, inserendolo nella lista del Patrimonio Mondiale. Ma non meno importante responsabilità è anche quella di valorizzare le sue risorse e programmare correttamente il suo necessario sviluppo. Il concetto di gestione infatti ricomprende in sé molti temi che tra di loro si accavallano e si intrecciano: tutela e salvaguardia dell’ambiente, inteso come l’insieme delle sue caratteristiche fisiche peculiari; difesa dei suoi aspetti storico-culturali, in quanto questi lo hanno contraddistinto e caratterizzato; individuazione delle sue criticità che nel tempo si sono evidenziate; ponderata programmazione di tutte le attività da mettere in campo nel tempo e con le risorse economiche EFFETTIVAMENTE DISPONIBILI per un suo mirato sviluppo. Ma gestione significa anche attenta e concreta vigilanza dei fenomeni in atto, che debbono essere ricondotti agli obiettivi che un’amministrazione si deve porre. Riteniamo la premessa doverosa e necessaria, anche se va sempre ricordato che il TERRITORIO è in primo luogo dei cittadini che lo abitano, lo vivono ed è il luogo dove essi operano e lavorano. Una delle responsabilità primarie dell’amministrazione è quindi quella di comprendere, verificare e soddisfare, nei limiti possibili, le loro esigenze, al fine di poter migliorare la qualità della vita e la qualità dei luoghi in cui essi operano. Oggi per la gestione del territorio è necessario tenere in debito conto sia la necessità di reperire risorse, sia l’esiguità delle risorse dell’Amministrazione, sempre più scarse. Per evitare aggravi fiscali, non più proponibili ai cittadini (se mai si deve perseguire il contrario!), è necessario che le risorse esistenti vengano attentamente gestite senza sprechi e venga posta particolare attenzione all’analisi e alla ricerca di risorse e finanziamenti di provenienza esterna all’Amministrazione, individuando specifico personale che di questo si occupi e avendo comunque già predisposti nel cassetto i progetti da sottoporre a finanziamento. Nel corso dei recenti anni il territorio di Assisi ha visto realizzare molte opere pubbliche, in particolare dopo il 1997 grazie anche ai fondi stanziati per il terremoto, e si è dotato anche di servizi e infrastrutture che da anni erano state programmate, ma che solo di recente sono state portate a compimento: il rifacimento delle pavimentazioni del centro storico, la realizzazione di diversi parcheggi attorno a esso (già previsti dal Piano Regolatore Astengo del 1972, originario), nuove viabilità, numerose rotonde nelle frazioni di Santa Maria degli Angeli e Petrignano di Assisi, la ristrutturazione della ex Montedison, ecc. Restano tuttavia in sospeso opere particolarmente sentite dalla popolazione e di cui si parla da tempo: la riqualificazione della piscina olimpionica di Assisi, abbandonata a se stessa e chiusa ormai da due anni; la definitiva sistemazione del parco del Pincio, polmone verde di Assisi, e della Rocca Albornoziana, alla quale è necessario dare congrua destinazione e contenuti; la definitiva riqualificazione di tutte le proprietà comunali: Rocca Minore, Palazzo Vallemani, Palazzo Bernabei, Monte Frumentario. Ma per queste opere necessitano notevoli finanziamenti, che a oggi non sono stati reperiti. Diamo per scontato queste necessità ma, in attesa di individuare le risorse per le opere di cui sopra, riteniamo che sia più urgente dare priorità ai temi seguenti, che riguardano il territorio nel suo complesso e non solo il centro storico e la frazione di Santa Maria degli Angeli, anche se questi due centri sono di fatto il biglietto di presentazione della città per i visitatori.
1 - OPERE DI URBANIZZAZIONE
Molte frazioni e soprattutto quelle marginali hanno ancora notevoli carenze per quanto riguarda i sistemi di fognatura e la rete di acquedotto (come Tordandrea, Castelnuovo, Capodacqua), mentre le frazioni montane necessitano di piccoli depuratori ove convogliare le fogne esistenti. In particolare si pensa alla situazione del “castelli”, che dovrebbero essere rivalorizzati con incentivi ai proprietari anche per la ristrutturazione.
2 - MANUTENZIONE
Si notano spesso notevoli ritardi nella manutenzione delle infrastrutture stradali, sia di proprietà comunale sia di proprietà regionale, oltre al quasi abbandono delle nuove viabilità eseguite all’interno delle nuove zone lottizzate e cedute al Comune, in particolare nelle frazioni di margine.
Dopo l’eliminazione delle Province come enti di primo livello, la viabilità che conduce alle frazioni di Castelnuovo, Tordandrea, Capodacqua, Palazzo-Petrignano e Torchiagina ha una notevole carenza di manutenzione e di segnaletica soprattutto orizzontale e ciò crea pericolo e disagio. È necessario un maggior controllo della situazione.
3 - RIQUALIFICAZIONE DELLE VIABILITÀ ESISTENTI
All’interno delle frazioni vanno individuate le zone urbane e parte extraurbane prossime agli insediamenti ancora carenti di marciapiedi e di verde alberato.
4 - ESECUZIONE DI PISTE CICLABILI
Le piste ciclabili devono essere oggi parte integrante della viabilità e sono indispensabili per la sicurezza e lo sport. Il nostro territorio ne è ancora del tutto privo, ma la loro realizzazione potrebbe anche incrementare il turismo amatoriale e rappresentare così un incentivo anche allo sviluppo di questo turismo nelle diverse frazioni di margine. Va dunque fatto un preciso e specifico piano, seguendo anche le indicazioni fornite dal nuovo Piano Regolatore strutturale di recente approvato.
5 - RIQUALIFICAZIONE DELLA SEGNALETICA
La segnaletica, sia orizzontale che verticale, è questione di sicurezza, ma spesso è carente di manutenzione. In particolare quella verticale, che va implementata con maggiori indicazioni sia direzionali che turistiche. Necessita anche qui un preciso piano da elaborare ed eseguire, ma anche un attento controllo della segnaletica esistente. Da ricomprendere tra la segnaletica anche quella dei monumenti, che andrebbe debitamente implementata.
6 - MANUTENZIONE E RIQUALIFICAZIONE DELLE AREE VERDI E DEL VERDE PUBBLICO IN GENERALE
Fatto salvo il centro storico di Assisi e la frazione di Santa Maria degli Angeli, ove le alberature dei viali, le rotonde e i verdi esistenti sono abbastanza curati, in tutte le aree delle frazioni in cui sono state realizzate nuove zone urbane dotate di verde, la manutenzione e la cura di tale aree è estremamente carente. Inutile dotare le zone di aree a verde pubblico se poi non possono essere fruite dagli abitanti. Sicuramente la pubblica amministrazione non può occuparsi seriamente delle numerose zone ma, avendone una responsabilità diretta, deve trovare un metodo di gestione. Per il futuro risulta necessario, già in sede di pianificazione, individuarne meglio la gestione, che potrebbe far carico anche sui lottizzanti o sugli abitanti. Ma per le zone già esistenti è necessario affidare a terzi la gestione. Spesso tali zone sono il deposito di rifiuti e quindi si devono anche implementare il controllo e la vigilanza. Per il futuro si deve anche pensare a un arricchimento del verde lungo le viabilità esistenti, ove fattibile, e la realizzazione obbligatoria di viali alberati nelle nuove zone. Di esempi in Italia ce ne sono molti.
7 - MOBILITÀ NEL TERRITORIO
L’amministrazione fino a oggi non ha fatto nulla per favorire la mobilità tra frazioni e capoluogo. Va dunque fatta un’analisi del problema e vanno individuate formule che, senza costi esorbitanti, consentano gli spostamenti all’interno del territorio anche a chi non è dotato di mezzo proprio. Tutti cittadini del Comune devono inoltre poter accedere ai parcheggi a pagamento che circondano il capoluogo a un prezzo simbolico: la bellezza di Assisi deve essere a disposizione anzitutto dei suoi cittadini.

IL LAVORO
La lista @sinistra è l’unica forza politica che seriamente e concretamente difende il lavoro e i diritti dei lavoratori in questo territorio. Il comparto industriale e artigianale del comune di Assisi, fatto di grandi aziende, leader nei propri settori, oltre che di tante medie e piccole aziende tra le più efficienti e creative nelle loro attività, rappresenta la forza motrice vera del nostro territorio, con l’impiego di migliaia di addetti. Lo tsunami della crisi, che dura ormai da 7/8 lunghi anni, ha messo a dura prova la tenuta economica delle aziende locali e, soprattutto, quella dei lavoratori e delle loro famiglie, ormai fortemente impoverite. Il ridimensionamento e a volte la chiusura di aziende storiche - con licenziamenti, cassa integrazione, mobilità, disoccupazione, inoccupazione - rischiano di mettere in ginocchio per prime le frazioni, che vivono soprattutto di industria, artigianato e commercio. La nostra prima risposta sarà quella della convocazione di una grande assemblea comunale del mondo del lavoro, fortemente operativa, che raccolga e prenda di petto tutte le vertenze e la loro ricaduta sociale, con l’istituzione di una Consulta Permanente, che favorisca con misure concrete il lavoro e l’occupazione. Da questo primo atto deve scaturire una richiesta forte alla Regione Umbria, affinché intervenga finalmente a sostegno del nostro territorio e non più elargendo i fondi disponibili solo verso le realtà maggiori, cioè quelle che fanno notizia e portano voti (le multinazionali, per capirci). Occorre a questo scopo un vero e proprio “Piano del Lavoro” territoriale, che con tutti gli strumenti disponibili e con la partecipazione delle forze sociali legate al mondo del lavoro elabori, indirizzi e attui quanto prima le misure necessarie, per far ripartire gli investimenti, l’occupazione, i redditi dei lavoratori. Su questa strada troveremo ostacoli che si chiamano Jobs Act, Patto di Stabilità, stretta creditizia delle Banche. Nostro compito sarà quello di aprire un grande battaglia su questi temi, per rimettere in discussione leggi, norme e comportamenti nazionali, regionali e locali, che penalizzano fortemente il lavoro e la ripresa produttiva. È una strada che prevede la lotta al lavoro nero, in forte ripresa nel nostro comune, favorito dallo stato di necessità delle persone. In questo senso denunciamo con forza e metteremo in discussione l’utilizzo dei voucher, che da strumento per il pagamento delle prestazioni estemporanee è diventato il vergognoso standard della sotto-retribuzione del lavoro. Questo accade in special modo nei settori del turismo, della ristorazione, del commercio, da dove riceviamo quotidianamente le richieste di aiuto di chi è costretto a lavorare fino 12 ore al giorno, per tre, quattro o al massimo cinque euro l’ora! Alla faccia della “Città della pace”!! Se da una parte il nostro impegno è far ripartire economicamente e con regole certe l’economia produttiva del comune di Assisi, l’altra priorità è tutelare e sostenere tutti quei cittadini che un lavoro in questi anni lo hanno perso o che non sono riusciti a trovarlo. La costruzione di un “reddito minimo di dignità” è una delle strade che vogliamo percorrere. Dove prenderemo i soldi per realizzarlo? Li prenderemo dove sono, con una prima misura di redistribuzione del carico fiscale, basata su una forte progressività dell’Irpef. Li prenderemo risparmiando sulle “inaugurazioni”, sulle finte spese culturali, sulle consulenze di comodo e così via. Inoltre ci impegniamo all’istituzione di forme di micro/credito che permettano la nascita e l’avvio di nuove attività produttive.

AMBIENTE E RIFIUTI
Il rispetto dell’ambiente è la cartina di tornasole dell’amore verso una città. Promuovere comportamenti virtuosi è indispensabile.
La questione rifiuti è molto sentita e noi siamo per:
- la strategia Rifiuti Zero, che riprogetta la vita ciclica dei rifiuti, considerati non come scarti ma come risorse da riutilizzare come materie prime seconde, fino ad annullare o diminuire sensibilmente la quantità di rifiuti da smaltire. Una strategia che crea una catena virtuosa che rende la città più pulita, meno consumistica, con costi minori e opportunità di nuovi posti di lavoro e senza legami con gli interessi sporchi che si costruiscono con il business dei rifiuti;
- la tariffa puntuale, cioè non pagata come ora in base ai metri quadri dell’immobile, ma in base al servizio ricevuto. In questo modo il cittadino è incentivato a produrre meno rifiuti possibile.
Fondamentale è l’utilizzo di energie alternative con meno emissioni di CO2 e di impianti di illuminazione a led. Va creato un piano comunale delle antenne, con centralizzazione e delocalizzazione lontano da case e servizi.

POLITICHE SOCIALI E SANITARIE
1 - ACCOGLIENZA
La città di Francesco non può non essere accogliente. Occorrono politiche che mirino a:
- costruire occasioni, percorsi e progetti a partire dalle scuole dell’obbligo per la formazione di una cultura dell’accoglienza.
- azioni di sostegno a chi pratica cultura di accoglienza, incentivando la costruzione di reti di azione tra pubblico e associazionismo, enti ecclesiastici e istituzioni, finanziando progetti che mirino ad accogliere, ma anche a inserire.L’accoglienza dei profughi dovrebbe essere inclusa nelle politiche comunali in maniera integrata e programmata, favorendo anche l’inserimento lavorativo e abitativo (incentivi fiscali sulle tasse locali a chi accoglie?) Accoglienza dei pellegrini e turisti: va rivista la politica, incentivando quelle modalità che siano rispettose delle leggi ma anche della vocazione turistica di Assisi. Occorre mirare a una programmazione generale di eventi e iniziative ove il comune sia parte attiva, collaborando con frati e diocesi in tutti gli eventi più importanti.
2 - ATTENZIONE AGLI ULTIMI
Occorrono fondi a bilancio e la possibilità di fare rete anche in questo caso. Le situazioni di disagio economico possono essere affrontate attivando e partecipando, anche come comune, fondi di solidarietà quali quello delle Chiese Umbre, o anche ridistribuendo parte della ricchezza che entra in tasse (multe!!!) per i meno abbienti. Anche qui gli interventi dovrebbero essere a sostegno del reddito, ma anche di creazione delle occasioni di lavoro. Il comune potrebbe avviare politiche di lavori socialmente utili, seguendo anche le leggi in materia.
3 - SPAZI PER BAMBINI, RAGAZZI E ANZIANI
L’assenza di un asilo nido comunale, recentemente promesso ma mai realizzato, fa di Assisi un comune che non presta attenzione ai bisogni delle giovani famiglie ed è una mancanza che va assolutamente risolta. Mancano inoltre spazi da gioco attrezzati a libero accesso per bambini e ragazzi (per la cui realizzazione e manutenzione si potrebbe utilizzare lo strumento dell’adozione di aree verdi da parte di associazioni e imprese del territorio) e luoghi di ritrovo per anziani, dove incontrarsi, socializzare e svolgere attività ricreative e culturali.
4 - PROTEZIONE DISABILI
Sulle tematiche della non autosufficienza e dei disabili, oltre il Prina (Piano regionale integrato non autosufficienza) e le politiche regionali, sicuramente il comune dovrà porre attenzione maggiore ai servizi domiciliari e ai servizi diurni (come il centro disabili di Castelnuovo, gestito in convenzione con la USL Umbria 1, che poteva essere un’occasione di apertura al territorio e di lavoro...).
Occorrerà tenere presenti le necessità di residenzialità per gli anziani non autosufficienti (la Casa di riposo Andrea Rossi non è sufficiente per le esigenze del territorio di ambito).
Circa il Serafico e le gravi disabilità:
a) da sempre viene chiesta al comune, senza risultato, una collaborazione rispetto allo IAC (scuola speciale per ciechi). La scuola è statale e, come tutte le altre, la sua manutenzione dovrebbe essere a carico del comune. Tuttavia, per una legge del 1952, la 1463, il Serafico continua a caricarsi (unico rimasto in Italia) di tutti i costi della scuola. Occorrerebbe almeno prevedere che i costi di refezione, trasporto e spese vive siano partecipati dalle famiglie e dal comune;
b) altri temi caldi sono quelli della collaborazione negli aspetti urbanistici, dell’ampliamento dei servizi ambulatoriali e del miglioramento della viabilità. Inoltre ci sarebbe il tema del Parco sensoriale da aprire alla città, attivando forme di collaborazione tra pubblico e privato nella gestione di questo importante polmone verde a ridosso delle mura urbiche. Si potrebbero avviare percorsi didattici per le scuole nell’orto giardino terapeutico, di collaborazione nell’organizzazione di alcuni eventi che aprono la città ai temi dell’inclusione, della difesa della vita, dell’accessibilità (non ha senso dare la piazza o una sala, se poi si fa pagare l’affitto del Lirick…);
c) sui temi dell’accessibilità il comune dovrebbe adeguarsi per primo e fare politiche che lo qualifichino anche a livello internazionale e richiamino questo tipo di turismo (percorsi e spazi dedicati, eventi dedicati…);
d) più in generale, il Serafico contribuisce non poco all’economia del comune e sarebbe miope non considerare questi aspetti, collaborando in maniera organica nel favorire l’arrivo dei familiari dei ragazzi in visita (da tante parti d’Italia), anche prevedendo banalmente servizi (a livello di anagrafe, di parcheggi e mobilità a prezzi agevolati e così via);
e) l’Ospedale così com’è non funziona. Sarebbe necessario riqualificarlo, puntando sulle eccellenze e sulle necessità del territorio. La Riabilitazione intensiva potrebbe essere un elemento importante di riqualificazione, coinvolgendo il Serafico nella partita assieme alla Usl e alla Regione, poiché si punterebbe a creare un Polo Regionale della disabilità, con specializzazione anche rispetto alla diagnostica e agli ambulatori.

AGRICOLTURA
Il comparto agricolo è per l’Umbria in generale - e per il nostro territorio in particolare - una risorsa strategica, sia in termini di offerta produttiva, sia di paesaggio, sia per il compito di tutela del territorio e della salute pubblica, che oggi anche l’UE chiede all’agricoltura.
Per questo è necessario supportare e indirizzare gli operatori, con una politica di territorio che porti a implementare l’offerta di Assisi, con il consumo in loco di alimenti sani e buoni per chi li mangia, per l’ambiente in cui sono prodotti e per la salute di chi li coltiva.
Affermazione che potrebbe sembrare solo uno slogan, ma che è invece la risposta operativa a quanto scritto nella tanto semplice e illuminante quanto rivoluzionaria Enciclica di Papa Francesco “Laudato si”, che il territorio assisano, più di altri, è chiamato a mettere in pratica. Il divieto di uso di pesticidi diventa quindi una priorità a tutela della salute pubblica e del territorio.
Obiettivi raggiungibili con l’agricoltura biologica, unico settore in espansione dell’agroalimentare, che trova nel PSR (Programma di sviluppo rurale) risorse e strumenti di accompagnamento alla conversione finora poco utilizzate dal Comune di Assisi, per qualificare e promuovere non più solo aziende lungimiranti ma l’intero territorio.
La nostra lista prevede dunque:
- valorizzazione dell’offerta ricettiva con filiere di prodotti del territorio nella ristorazione collettiva;
- sostegno ai produttori locali con acquisti verdi da parte del Comune;
- inserimento sistematico di prodotti biologici nelle mense scolastiche, con priorità alla produzione locale;
- divieto di uso di prodotti potenziali cancerogeni, quali il glifosato, nei campi e per il diserbo di strade e aree pubbliche;
- utilizzo mirato delle risorse messe a disposizione per i Comuni dal PSR, tipo azioni d’area, promozione del territorio, progetti di filiera, bandi GAL (Gruppi di azione locale) ... per raggiungere gli obiettivi.

POLITICHE GIOVANILI
Un’amministrazione moderna del territorio comunale non può prescindere da politiche in grado di mettere al centro del progetto le giovani generazioni. Nel farlo sarà di primaria importanza rompere il “circolo vizioso delle politiche giovanili” legato alla scarsità di risorse economiche e sempre più improntato a una sorta di assistenzialismo, con soluzioni conseguentemente legate a risorse deboli per tematiche sfocate o di bassa definizione. Tre i grandi ambiti che racchiudono e definiscono le problematiche delle masse giovanili sul territorio: Cultura e Partecipazione, Formazione e Lavoro, Casa e Accesso al Credito.
Un nuovo slancio alle politiche giovanili deve essere dato implementando la strategia delle connessioni e mettendo in atto progetti a “qualità condivisa”. Questo nuovo corso trova il suo punto di partenza nella Partecipazione, necessaria per avviare un percorso di riflessione volto a dare soluzione ai problemi, organizzare e quindi non solo fruire. Passo importantissimo per la riscoperta della politica come mezzo per risolvere i problemi della comunità di appartenenza.
La Nuova Carta Europea di Partecipazione stabilisce modalità “leggere” di partecipazione attiva alla vita della città da parte dei giovani, ma l’amministrazione locale deve essere capace di mettere a sistema le forme di coinvolgimento già esistenti e di saperne cogliere di nuove. Un esempio va visto nel Calendimaggio, che rappresenta per i giovani, in origine del centro storico e nel tempo di tutto il comune, un vero e proprio “caveau” di cultura, tradizioni e opportunità commerciali, ma soprattutto di reti, relazioni sociali e processi di comunità.
Le Associazioni, le “leve civiche”, forme di volontariato e associazioni sportive sorte negli anni, hanno dato ampia dimostrazione nel tempo del loro ruolo fondamentale anche di veri e propri presidi della tutela del territorio. La creazione di un rapporto/confronto tra queste realtà e l’amministrazione, anche attraverso percorsi di informazione (un ruolo fondamentale è rappresentato dalle nuove tecnologie), sviluppa la logica del prendere parte\sentirsi parte, che genera appartenenza e incentiva la tutela del Bene Comune. Perché la partecipazione abbia un vero senso è indispensabile che i giovani possano esercitare fin d’ora un’influenza sulle decisioni, diventino un organismo che conta e con la città debba fare i conti, producano e abbiano potere per produrre cambiamento. Non una politica per i giovani ma una politica dei giovani. Un esempio: si potrebbero trasformare alcuni spazi comunali (e non) inutilizzati in luoghi aperti tutto il giorno e parte della notte, gestiti in collaborazione con l’amministrazione, che ospitino veri e propri cantieri giovanili, spazi polivalenti e attrezzati in grado di dare risposta alle più disparate esigenze, dallo studio all’incontro e confronto, dal gioco alle varie forme di espressività giovanili (mostre di giovani artisti, sale prove, concerti, dj set, jam musicali, teatro, video, cinema, tecnologie digitali), alle sedi delle varie associazioni. Creare dunque un unico spazio che offra più servizi, frequentabile non solo da giovani, ma anche da adulti, con le loro famiglie. Questo significherebbe trasformare luoghi inutilizzati in luoghi che generano risorse. Intanto perché i vari servizi, seppur offerti a prezzi politici, rappresenterebbero comunque una rendita. E poi perché questi spazi produrrebbero energie, passioni e impegno. Altro passaggio è quello di promuovere un Coordinamento di tutte queste realtà culturali e sociali sul territorio. Primo ruolo di questo organismo sarà quello di tessere una rete “orizzontale” tra esse e massimizzare l’efficacia delle azioni delle singole realtà, portando una razionalizzazione degli sforzi grazie a una gestione del calendario e all’effetto “di scala”, promuovendo la collaborazione tra quelle operanti sul medesimo spazio. Altro ruolo sarà quello di “soggetto terzo” nel rapporto con l’amministrazione e la promozione di forme di rappresentanza anche in altri ambiti, così da dare ampio compimento alla partecipazione e alla diretta influenza. I giovani sono la categoria anagrafica che più soffre la situazione economica attuale, che li vede attestati a tassi di disoccupazione spropositati rispetto al tasso globale europeo, con alta incidenza sia del lavoro precario che di quello “relativamente tutelato” e ancorato agli incentivi dell’ultima riforma del lavoro, peraltro a termine. Oltre a grandi masse di giovani inattivi, ci sono grandi sacche di lavoro nero e di “economia informale”, che hanno conseguenze importanti e a cascata sui livelli di formazione, carriera, sicurezza finanziaria, accesso al credito e conseguente esclusione sociale. Soluzioni vanno ricercate in forme di agevolazioni lavorative per giovani e sviluppo di collaborazione decentrata, coinvolgendo i nuovi usciti da scuole e corsi di formazione (universitaria e non) in stage retribuiti in strutture pubbliche o aziende del territorio e disincentivando fortemente le forme di lavoro volontario all’interno di progetti fortemente qualificanti. Va portato avanti un potenziamento dell’Ufficio dell’impiego, che si faccia propositore di opportunità di lavoro/studio anche nella C.E. e in organizzazioni internazionali. Si deve ricorrere a incentivi e sgravi fiscali su locali comunali da mettere a disposizione per artigianato artistico in grado di dare importati opportunità sul piano di offerta culturale e forme di co-working. L’amministrazione può far fronte alle problematiche di accesso alla casa, prima conseguenza della “debolezza reddituale”, mettendo in moto processi virtuosi di potenziamento, riconsiderazione e razionalizzazione dell’Edilizia Residenziale Pubblica, di promozione di social housing  ed edilizia convenzionata e mettendo in campo tutti quei mezzi urbanistici necessari a rilanciare una politica di welfare abitativo in grado di dare una pur minima risposta a tali problematiche e alla loro sostenibilità nel tempo grazie a forme di baratto amministrativo. Colonna portante di questo ambito è la redazione di un Quadro di Sviluppo e Valorizzazione, introdotto dalla L. R. 12/2008, che metta al centro l’emergenza abitativa per le giovani coppie e la adotti come punto fondante del processo di riqualificazione e reinsediamento nel centro storico.

PACE E COOPERAZIONE
Assisi, conosciuta in tutto il mondo come città della Pace, non solo per la testimonianza di San Francesco, ma anche per lo storico incontro del 27 ottobre 1986, quando Giovanni Paolo II, oggi beato, invitò 160 leader delle religioni mondiali a pregare per la pace, deve diventare una città laboratorio di Pace:
- va organizzato ogni inizio anno un incontro di tutte le associazioni che si muovono sul terreno della Pace, dialogo e multiculturalità, che individuino scelte concrete da attuare ogni anno. Inoltre l’amministrazione comunale deve dotarsi di una specifica delega della Pace, affinché questo tema sia al centro della propria attività;
- una città come Assisi non può non realizzare qualche progetto di cooperazione internazionale e a tal fine deve destinare specifiche risorse finanziarie, ma anche risorse umane, alla realizzazione di tale obiettivo;
- Assisi è città gemellata con Betlemme, ma non esiste nessuna iniziativa specifica in questa direzione. Si dovrà operare affinché il gemellaggio non rimanga solo sulla carta ma viva anche in campo culturale e sociale, affinché sia conosciuta la realtà del mondo palestinese con le sue sofferenze e la solidarietà necessaria si trasformi in atti concreti;
- la città di Francesco dovrà diventare luogo di incontro permanente tra religiosi e laici, luogo di confronto e di elaborazione culturale oltre che di dialogo in un mondo sempre più dilaniato da guerre e conflitti e deve dichiarare la guerra un tabù.

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